XX. Guido Rambaldi, soffocando ormai ogni rimorso, aveva perduto il ritegno, viveva pubblicamente con Nara e non si ricordava più della moglie se non quando gli urgeva il denaro. Al primo ignobile passo, fatto sulla strada del vizio, ne fecero seguito cento altri. Alla riservatezza, che un giorno lo distingueva, ne era susseguita la tremenda, vertiginosa follìa dei sensi. Nara lo dominava completamente. Il palazzo del conte era divenuto il ritrovo di tutti gli sfaccendati. Le orgie notturne si seguivano. Nara si credeva tutto lecito, e finiva per attutire ogni buon sentimento, ogni rimorso dall’anima del conte. Alcuni degli amici e scioperati compagni di Guido, si consideravano onorati di colmare d’omaggi quella vile creatura, che usurpava il posto di una santa. Ma molti resistettero a

