24A volte penso di vivere un incubo spaventoso... A volte penso che arriverà il mattino e io riderò dei miei terrori notturni... Gavino vide la scimmia, una piccola scimmia dal musetto furbo e due occhi intelligenti, scivolare veloce lungo il tronco e farsi strada tra le liane che lo ricoprivano. La scimmia atterrò con un piccolo tonfo e fiduciosa si avviò verso l’uomo che stava seduto ad aspettarla. Quando gli fu abbastanza vicina, Gavino bilanciò la grossa pietra che teneva in mano e poi con un colpo preciso e netto le fracassò il cranio. La scimmia crollò senza un lamento e rimase sul terreno che incominciava ad arrossarsi intorno a lei.[1] Gavino la contemplò senza interesse e poi tornò indietro verso l’albergo che si stagliava, bianco e imponente come una nave in disarmo, contro il

