Ma qui fu interrotto dalla bella guaritrice, mentre un sorriso che essa non poté reprimere disegnava per un istante due fossette in un volto solitamente atteggiato a una pensosa malinconia. «Io sono inglese, signor cavaliere, e parlo inglese anche se i miei abiti e la mia razza appartengono a un'altra terra.» «Nobile fanciulla...» riprese il cavaliere di Ivanhoe, ma di nuovo Rebecca lo interruppe. «Non chiamatemi nobile, signor cavaliere, - disse - è bene che sappiate subito che la vostra infermiera è una povera ebrea, la figlia di quell'Isaac di York verso il quale recentemente siete stato buono e gentile. Tanto gentile che lui e i suoi familiari sono tenuti a prestarvi le migliori cure che le vostre presenti condizioni richiedono.» Non so se la bella Rowena sarebbe stata molto soddisf

