XXVII Povero sventurato! Che puoi tu raccontare se non dolori, vergogne e peccati? Sappiamo ciò che hai fatto, tu conosci la tua sorte. Ma su, comincia, comincia il tuo racconto. Ma ho pene d’altro genere, affanni e dolori più severi. Date sollievo alla mia mente torturata, prestate orecchio alle mie angosce; e se non trovo chi mi aiuti, ch'io trovi almeno chi mi ascolti. (G. Crabbe, L'aula di giustizia ) Quando Urfried, con urla e minacce ebbe rimandato Rebecca nella stanza da cui era uscita, si affrettò a condurre il riluttante Cedric in una stanzetta di cui chiuse accuratamente la porta. Poi tirò fuori da una credenza una caraffa di vino e due coppe, le mise sul tavolo e disse, con un tono che sembrava più affermare un dato di fatto che porre una domanda: «Voi siete sass

