Qualcheduno che andava ancora pei fatti suoi, a quell’ora, vedendolo così fradicio, piovendo acqua come un ombrello, gli disse: - Eh, don Gesualdo?... Che disgrazia!... Lui duro come un sasso, col sorriso amaro sulle labbra sottili e pallide, rispondeva: - Eh, cose che accadono. Chi va all’acqua si bagna, e chi va a cavallo cade. Ma sinché non v’è uomini morti, a tutto si rimedia. I più tiravano di lungo, voltandosi per curiosità dopo ch’erano passati. Il canonico comparve infine sul portoncino, abbottonandosi la sottana. - Eh? Eh? Don Gesualdo? Eccovi qua... Eccovi qua!... Don Gesualdo s’era fatta una faccia allegra per quanto poteva, colla febbre maligna che ci aveva nello stomaco. - Sissignore, eccomi qua! - rispose con un sorriso che cercò di fare allargare per tutta la faccia s

