CAPITOLO XXVIIIAnna era già a letto, ma aveva lasciato accesa la luce della cucina e quella sul comodino del marito. Falsopepe le diede un bacio leggero, per non svegliarla. “Scaldati il minestrone…” sussurrò lei e non aprì nemmeno un occhio. Falsopepe non aveva fame. Accese la televisione e si stravaccò sulla poltrona guardando distrattamente il telegiornale della notte. Anche suo padre era invecchiato di colpo, come il professor Rubizzi. Ogni tanto ripeteva cose già dette poco prima o non ricordava i nomi dei nipoti. O delle contrade intorno al suo trullo. Si commosse pensando a don Carmelo e a Diego Rubizzi Titomanlio che aveva salvato con le sue mani d’oro centinaia di malati destinati alla morte o a una vita a metà e rinati dopo aver ricevuto i cuori nuovi. Aveva finalmente raggiun

