7. Inton mi riaccompagnò in aeroporto con la jeep il giorno dopo. Avevamo ripreso a parlarci da buoni amici, ma qualcosa si era rotto per sempre, e non si trattava solo del nostro amore. Inton non aveva più stima di me. In fondo me lo aspettavo. Lui non capiva e non capivo neanch’io, ma adesso avevo le idee molto più chiare. Era come se avessi fatto una scelta di campo, anche se non era affatto stata una mia decisione. In ogni caso durante il volo di ritorno ebbi talmente paura di morire che tutto questo uscì dalla mia testa per almeno un paio d’ore. Alla fine tornai a casa e pilotare il mio piccolo avioveicolo, dall’aeroporto alla fortzza, mi parve bellissimo. I campi correvano sotto di me e il pinnacolo a cui ero sempre tornata si stagliava sul cielo buio. Arrivai all’una di notte

