Decisioni e Incomprensioni

784 Words
Carlo abbassò gli occhi per controllare la situazione che non mostrava la minima intenzione di calmarsi. Sarebbe stata una lunga, lunghissima notte. Avrebbe voluto averlo davanti in quel momento Felix per spaccargli il viso, per il consiglio che gli aveva dato. "Se non assecondato, un desiderio può trasformarsi in un incubo", lo aveva avvertito, peccato che per assecondare il suo desiderio fosse caduto in un incubo ancora peggiore. Era molto difficile che si pentisse di qualcosa, ma in quel momento maledisse se stesso e l'istante in cui aveva appoggiato le sue labbra su Chiara. Il ricordo di quei baci lo avrebbe tormentato a lungo, lo sapeva.Le loro bocche erano troppo affamate e le loro mani non riuscivano a smettere di toccarsi. Quella donna era ancora meglio di come se l'era immaginata. Ancora più travolgente e passionale. Per non parlare della sua incredibile intimità, così calda, umida e accogliente. Avrebbe giurato che non aspettava altro di essere sbattuta per bene, invece se ne era uscita con la lagna che era la sorella del suo amico e che era fidanzata. Per lui entrambe le cose erano assolutamente ininfluenti, visto che avrebbero dovuto semplicemente fare sesso e niente altro. Per non parlare della sua incredibile intimità, così calda, umida e accogliente. Solo lei avrebbe potuto soddisfare appieno la sua insana voglia. Con le mani, con la bocca e con tutto il suo corpo, per ore. Era a pochi passi da lui, eppure lontana anni luce. Da quando era arrivata, anzi dalla prima telefonata, non aveva fatto altro che flirtare spudoratamente con lui che era stato fin troppo gentiluomo non approfittandosi di lei quando era ubriaca. E quello era il ringraziamento per averla rispettata. Lasciarlo con una dolorosa erezione tra le mani intrise dei suoi umori e il ricordo indelebile di quelle effusioni. Si strappò i vestiti con rabbia per buttarsi sotto la doccia, peccato che nemmeno l'acqua fredda riuscisse a calmare minimamente i suoi bollenti spiriti. Ripensò ad ogni istante trascorso con Chiara, ad ogni suo gemito, ad ogni centimetro della sua pelle e la consapevolezza di quanto fosse andato vicino alla meta lo fece fremere dalla rabbia. La doveva avere a qualsiasi costo. In realtà, l'aveva sempre desiderata fin da e ora che era sotto il suo tetto, vulnerabile, a migliaia di chilometri da casa sarebbe stato il momento perfetto. L'unico problema era che lei gli aveva detto chiaramente che non sarebbe mai successo. Tanto valeva mettersi l'anima in pace e farsi l'ennesima sega pensando a lei. Non si era mai sbagliato con una donna e anche in quel caso aveva sentito una passione devastante infiammare Chiara. Quella sarebbe stata una scopata colossale, ne era sicuro. E più ci pensava, più si prefigurava l'enorme piacere che avrebbe provato nel riempire la sua bocca con il suo sperma come aveva fatto la notte prima con la vodka. In macchina, in cabina, sul divano di casa sua, andava bene ovunque. Gli bastava possederla, anche solo per una volta. Anzi no, con una femmina del genere una volta non gli sarebbe assolutamente bastata. Già poggiare le mani volta su di lei era stato indimenticabile, figuriamoci scoparsela. Il tempo di chiudere l'acqua e asciugarsi con l'accappatoio che le sue parti basse richiesero di nuovo attenzione, solo che lui non aveva la minima voglia di ricominciare. Una sega basta e avanza, sentenziò molto tentato di fare irruzione nella camera di Chiara per chiedere a lei una mano. Se solo lei non stesse ancora singhiozzando disperata... Che cazzo piange? Adesso avrebbe potuto stare nel mio letto a godere come una pazza e lei piange. Non c'era nulla da piangere, c'era solo da scopare e lei ancora si ostinava. Indossò il paio di mutande più strette che trovò nel cassetto e si buttò sul letto a pancia sotto con la vana speranza di calmare la situazione, invece il pensiero fisso di quello che era accaduto continuava a tormentarlo. Di solito quando lui entrava e usciva dal letto e dal corpo di una donna, poi lui la dimenticava, Invece con Chiara era diverso, lei gli era entrata sotto la pelle e non voleva più uscire. Era come un tormento fisso. Ricordò, quando la vide per la prima volta, Si trovava a casa di William il suo migliore amico, erano davanti il biliardino e ad un tratto la vide scendere dalle scale, sembrava una venere scesa dal paradiso, ne rimase folgorato. Ogni volta che la vedeva diventava rimbecillito, ma un giorno William gli disse: "Toccala e tu sei morto !! lei è come il sacro Graal". E fu da quella volta che per lui iniziarono i tormenti, fino a quando un giorno William gli comunicò che lei si era fidanzata e che andava a convivere.
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