Wynta Qualche tempo dopo, ancora persa nei suoi pensieri, sentì il letto abbassarsi alla sua sinistra sebbene non avesse sentito nessuno entrare nell'appartamento e nemmeno nella sua camera da letto. Qualcuno era seduto accanto a lei e, prima che potesse chiedere chi fosse, sentì la voce di Jared, morbida e gentile: “Wynta, sei sveglia?” “Mm,” rispose lei, era sveglia, ma il sonno la avvolgeva ancora. Non sapeva da quanto tempo fosse rimasta lì distesa, né se si fosse effettivamente addormentata di nuovo a un certo punto, era del tutto possibile. “Ti senti meglio?” le chiese lui. Lei ci pensò su per un lungo momento di silenzio. “Sì,” mormorò, rendendosi conto che la testa non le faceva più così male, sentiva solo un dolore lieve, pulsante, non incessante, che aveva cercato di spaccarl

