CAPITOLO VENTISETTE Emeline stava legata al palo e cercava di non dare a vedere niente del terrore che provava. Non lottava né si gettava contro le funi, ma era solo perché poteva sentire quanto fossero tese, e sapeva che non avrebbe funzionato. Accanto a lei Cora non era altrettanto stoica. Si dimenava tra le funi, come se potesse liberarsi, come se potesse improvvisamente avere un modo di scappare in mezzo alla massa di popolani che si erano riuniti a guardare. L’approccio di Emeline era più semplice: nella sua mente gridava con quanta forza aveva, riversando le urla nel mondo e sperando che ci fosse qualcuno che le sentisse. Aiutateci, vi prego! Ci bruceranno vive! “Siete cose malvage,” disse la sacerdotessa che le aveva condannate portandosi davanti a loro. “E dovete essere purific

