Prefazione
Star Wars, uno dei più grandi successi della storia del cinema, non sarebbe mai esistito se la fantascienza non avesse raggiunto una piena dignità, giocando spesso un ruolo decisivo nel guidare la nostra società verso l'era spaziale e assumendo addirittura, in alcuni casi, un ruolo "profetico" rispetto alla scienza stessa.
La fantascienza non è la conseguenza di una scoperta o di un percorso scientifico, e nemmeno una semplice profezia: essa indica, semplicemente, una possibilità. È come un sogno nella mente di un inventore o di uno scienziato che, in cuor suo, spera che quel sogno possa realizzarsi proprio grazie alla scienza.
La fantascienza viene definita come il genere letterario in cui l'elemento narrativo si fonda su ipotesi o intuizioni di carattere più o meno plausibilmente scientifico, mescolati alla fantasia.
Stando, dunque, alla definizione del dizionario, la fantascienza riguarda l'universo materiale e le discipline scientifiche, fra le quali troviamo l'economia, la sociologia, la medicina e simili.
L'uomo è una creatura minuscola e fragile. Le sue dimensioni non sono niente rispetto all'universo e la sua durata fisica sulla terra è irrilevante se paragonata al "tempo".
Ancor prima di riuscire a solcare lo spazio, l'uomo era già a conoscenza della grande limitazione che avrebbe incontrato. Un'equazione gli avrebbe sbarrato il passo verso la conquista dell'universo.
Il rapporto tra la massa, l'energia e la velocità della luce hanno costituito un grosso ostacolo per l'esplorazione spaziale. A mano a mano che la velocità aumenta, infatti, occorre sempre più energia per aumentarne ulteriormente la velocità, e questo accade perché sempre più energia si trasforma in massa. In pratica, quanto più ci si avvicina alla velocità della luce, tanto più l'oggetto diventa massiccio e inamovibile. Cercare di "spingerlo" per fargli superare la "barriera" della luce avrebbe come unico risultato quello di aumentare la sua massa all'infinito, lasciandone la velocità praticamente inalterata.
Ecco perché la velocità della luce non può essere raggiunta.
In "Terra 2486" l'umanità è riuscita a progredire grazie ad una categoria di uomini che, pur accettando la legge dell'equazione, ha osato sfidarla. Un gruppo di astronauti, capitani di nave e scienziati, ha avuto il coraggio e la follia di affrontare l'impossibile, servendosi delle proprie conoscenze scientifiche per curvare lo spazio e il tempo e permettere, così, i primi viaggi interstellari. L'esplorazione dello spazio ha portato alla colonizzazione di nuovi pianeti e alla creazione di androidi in grado di prendere il posto degli umani nei lavori più pericolosi o degradanti. La paura di una rivolta robotica ha spinto l'uomo a creare delle macchine prive di volontà che obbedissero ciecamente ai suoi ordini senza fare domande e senza poter arrecargli in alcun modo del male.
Nello spazio sconfinato l'uomo è entrato in contatto con altri esseri viventi, alcuni pacifici e altri meno. In questo universo multietnico, alcune guerre sono state inevitabili: la minaccia dell'annientamento era troppo grande e l'attacco, l'unica difesa possibile.
Una costante continua a scandire le vite degli umani: il tempo che passa e l'inevitabile morte.
Tuttavia, se vi fosse la possibilità della vita eterna, saresti disposto ad ottenerla a ogni costo?
Anche se tutto questo dovesse portare all'estinzione della razza umana?
Andrea Bindella
Dicembre 2017