XIIIUn fatto di cronaca avvenuto nel capoluogo della provincia, m’indusse irresistibilmente a scrivere un articoletto e a mandarlo ad un giornale dì Roma, che lo pubblicò. Era in quello scritto la parola femminismo. E quando la vidi così, stampata, la parola dall’aspro suono mi parve d’un tratto acquistare intera la sua significazione, designarmi veramente un ideale nuovo. Intanto il mio scartafaccio cresceva di mole. Tentativi disparati vi si succedevano. Accanto ad impressioni visive, alla pittura rapida di qualche tipo, si svolgeva in cento frammenti il filo delle mie considerazioni sulla vita, tendenti ad orientarsi in una connessione, in un organismo. Un occulto ardore correva per quei fogli, che io cominciavo ad amare come qualcosa migliore di me, quasi mi rendessero la mia imagine

