Or dunque, quale non fu la meraviglia di Cosima, quando la sera del terzo giorno, ritornando dalla solita passeggiata, sentì che i due taciturni parlavano fra di loro. Stavano nella prima delle stanzette e la madre cucinava qualche cosa nel camino. La porta era aperta, ed essi non si accorsero della presenza di Cosima, che, ferma fuori, ascoltava. Del resto il discorso era semplice: ma il suo tono amichevole, nella voce di quei due, un po' lamentoso nella padrona, confortante in quella del servo, sorprese la fanciulla. La madre non le aveva mai parlato in quel modo: e d'altronde era proprio di lei che si lagnava. Diceva: — Andrea tarda, stasera: speriamo non sia accaduto nulla, laggiù: ho sempre paura. E anche quella stordita che se ne va in giro come una capra. — Non abbia timore, —

