Emanuela Bora

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Emanuela Bora Nata a Milano, 1985. Laureata in Economia delle Amministrazioni Pubbliche e delle Istituzioni Internazionali all’Università Bocconi, parla tre lingue straniere e svolge la professione di commercialista. Ha cominciato ad occuparsi di politica a 23 anni come capolista per le amministrative del suo comune, Monte San Vito (AN). È stata eletta in Consiglio comunale diventando poi presidente della Commissione Bilancio. A 28 anni è stata candidata al Parlamento europeo nella circoscrizione Italia Centrale per il Partito Democratico, raccogliendo oltre 50.000 preferenze e risultando la under 40 più votata d’Italia. Eletta consigliera regionale alle elezioni di maggio 2015, è assessora nella Giunta Ceriscioli. Le deleghe assegnate riguardano: industria - cooperazione - internazionalizzazione - artigianato - commercio, fiere e mercati - tutela dei consumatori - cave - politiche comunitarie - green economy - fonti rinnovabili - pari opportunità. Da settembre 2015 coordina la XI commissione Attività Produttive della Conferenza delle Regioni. È inoltre membro del CoR (Committee of the Regions, organo dell’Unione Europea con sede a Bruxelles). All’inizio della legislatura propone e presenta, alla Giunta e all’Assemblea legislativa, la modifica della legge elettorale regionale per l’accesso paritario alle cariche elettive e l’introduzione della preferenza di genere, Proposta di legge n. 36/2016. La proposta è stata votata all’unanimità e fatta propria dalla Giunta con DGR n.146 il 28.02.2016 ma non ha ancora iniziato l’iter di approvazione. Grazie alla sua forte volontà e impegno ha permesso che presso la struttura regionale fosse creato uno “Spazio Nursery”, DGR 1157 del 9.10.2017, con l’obiettivo di rendere effettiva la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, consentendo alle dipendenti e alle consigliere regionali, che lo ritengano opportuno e che vogliano usufruire della opportunità, di allattare al seno sul posto di lavoro all’interno di un locale idoneo e appositamente attrezzato. Nell’ambito delle azioni positive che le pubbliche amministrazioni sono inviate a sostenere per le pari opportunità e la tutela della maternità, le Marche sono la prima Regione in Italia ad aver realizzato uno “Spazio Nursery”. Con DGR 1413 del 27/11/2017 “Modalità operative per la presa in carico delle donne vittime di violenza di genere” ha contribuito a far sì che anche la Regione Marche colmasse un vuoto legislativo garantendo alle vittime di violenza l’erogazione delle prestazioni sanitarie e psicoterapeutiche conseguenti alla violenza subita senza alcuna compartecipazione alla spesa. Non solo quindi “codice rosa” per la tutela delle vittime e dei loro figli nel percorso di accoglienza e presa in carico. Inoltre con DGR n.221/2017, ha voluto l’istituzione di una Rete regionale contro la violenza di genere e individuato, per la prima volta in questa regione, una governance regionale nelle azioni di contrasto al fenomeno attribuendo agli Ambiti Sociali Territori la responsabilità della gestione territoriale del contrasto e della presa in carico delle vittime e dei loro figli minorenni e la responsabilità di garantire che il SISTEMA ARTICOLATO DI INTERVENTI, previsti dalla normativa regionale, sia equilibrato ed omogeneo su tutto il territorio regionale. Le sue proposte per cambiare l’Italia: Esigibilità delle normative esistenti (a partire dalla rappresentanza di genere nelle istituzioni pubbliche e non) maggiori garanzie di controllo, denuncia e punibilità per chi non le adempie; Risorse adeguate e certe per garantire il rispetto della normativa. Es. assicurando più servizi e rafforzando gli uffici per l’attività delle Consigliere di parità; Maggiore impegno e determinazione nel cambiare la cultura italiana sul concetto di genere per liberarla dagli stereotipi. Dare il giusto riconoscimento al contributo delle donne nella storia, nelle arti e nella scienza per esempio, oggi come in passato. Leggere, commentare la costituzione e in particolare le parti che riguardano le donne, promuovere lo studio della storia delle donne e delle loro conquiste; Promuovere più politiche di conciliazione vita/lavoro. Implementare le azioni che permettano alle aziende, PMI e agli Enti di intraprendere questa direzione, sostenendo il lavoro delle donne e migliorando la qualità della vita delle persone in generale. Più misure quindi nella direzione del D. Lgs 80/2015 che riconosce sgravi contributivi alle imprese del settore privato, prevedono istituti di conciliazione tra vita professionale e privata nei contratti aziendali.
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