04. Samurai

2204 Words
Sabato 13 Aprile 2069 Erano da poco passate le quattro, sulla stazione spaziale E.S.S. All'interno di una delle molte sale ologrammi, situate nella parte centrale della stazione, un uomo dai lineamenti orientali e vestito con un kimono, stava volteggiando a gravità zero. L'uomo teneva le gambe raggruppate nella posizione di "fiore di loto" che era la tipica posizione di meditazione delle discipline orientali. E proprio nell'arte della meditazione che era assorto lo strano individuo. Il proiettore olografico riproduceva all'interno dell'ambiente un paesaggio incantevole, con alberi di ciliegio in fiore,piante e un torrente. Il rumore dell'acqua che scorreva velocemente e degli uccellini che cinguettano veniva riprodotto dal computer esattamente con la stessa frequenza e gli stessi decibel. Persino l'odore degli alberi in fiore e delle piante poteva essere riprodotto. L'uomo era in un profondo stato meditativo, quando impartì un comando vocale al computer > Dopo pochi secondi l'ambiente simulato che lo circondava in precedenza, venne sostituito con un altro, dove le onde del mare si infrangevano sulla scogliera. L'odore di salsedine cominciò a pervadere tutta la stanza. Durante la meditazione si cercava di svuotare la mente da ogni pensiero, cercando di concentrandosi quanto più possibile e controllando la respirazione. Hiromi Hara, questo era il nome dell'uomo, era solito meditare ogni mattina, al suo risveglio, cosa che avveniva sempre alle 4:00 terrestri qualunque sia il pianeta o la stazione spaziale sulla quale si trovava. Questa era la vita che conduceva meticolosamente ogni giorno quando non era in missione per conto della corporazione del Sol Levante. Nel eventualità che fosse impegnato in missione, poteva, all'occorrenza, anche non dormire per giorni. La corporazione del Sol Levante, aveva come sua sede principale Kajo; città costruita oltre trentacinque anni fa, su un isola artificiale nella baia di Tokyo, per sostituire la vecchia capitale del Giappone. La capitale era infatti andata in rovina, per via della guerra civile che aveva molti anni prima devastato la nazione e per l'innalzamento delle acque dovuto ai cambiamenti climatici. Ed era proprio a Kajo, che Hiromi si trovava il giorno prima di raggiungere la stazione spaziale. L'ordine dei samurai gli aveva infatti assegnato una nuova missione, la più importante di tutta la sua vita. L'ordine si era riaffermato in Giappone nel 2034, subito dopo la guerra civile e il crollo economico e politico della nazione. La nuova corporazione del Sol Levante costituitasi per far fronte allo sconvolgimento degli equilibri globali e al crollo della democrazia, restaurò l'antico ordine dei samurai e il loro codice; il Bushido. Questo ordine di guerrieri riuscì a ribaltare le sorti della nazione evitando che fosse inglobata o diventasse satellite di altri imperi o corporazioni. I samurai dell'ordine sono completamente votati ad una filosofia antica, ma con armi ed equipaggiamento modernissimi. Il loro unico obiettivo in vita è l'onore e la fedeltà all'ordine e alla corporazione. Queste caratteristiche, unite al durissimo addestramento al quale si sottoponevano li rendeva tra i più temuti ed agguerriti soldati del pianeta. Hiromi Hara era considerato uno dei più dotati e leali samurai dell'ordine, e proprio per questo motivo era stato scelto per questa rischiosa missione che doveva assolutamente riuscire a portare a termine. La punizione per il fallimento sarebbe stata quella che da sempre veniva inflitta all'interno dell'ordine dei samurai, a chi veniva macchiato da grave disonore; il suicidio rituale. La meditazione era importantissima per Hiromi. Grazie ad essa riusciva infatti a fortificare il proprio spirito ed ad acquisire maggiore volontà e determinazione; da solo, nella sala ologrammi pensava. Il samurai si congedo dalla sua posizione di meditazione a fiore di loto, apri lentamente gli occhi e continuò a volteggiare all'interno della stanza in assenza di gravità. Poi impartì un altro ordine al computer. > La simulazione olografica intorno a lui svanì lentamente. La stanza si mostrò per quello che era realmente; una serie di pannelli metallici rettangolari, quasi tutti delle stesse dimensioni, disposti l'uno a fianco all'altro a formare una struttura sferica. Hiromi volteggiò lentamente grazie alla gravità zero verso uno dei panelli che premette con una mano. Il panello si aprì e mostrò un vano nel cui interno erano posti degli indumenti magnetici; il samurai li raccolse e immediatamente dopo il pannello si richiuse automaticamente. Si spoglio del kimono, dopodiché il samurai denudato degli indumenti mostrava i molti impianti artificiali che egli si era fatto innestare sul corpo. I soldati dell'ordine molto spesso utilizzavano impianti artificiali per potenziare le loro prestazioni ed ottenere il massimo in combattimento. Circolavano voci di samurai che ogni anno innestavano avanzati impianti sperimentali, anche a costo di rischiare gravi danni al loro organismo. Alcuni di essi ne avevano impiantati così tanti che era difficile definirli ancora esseri umani a tutti gli effetti. Lentamente, l'uomo indossò i suoi abiti magnetici e impartì un nuovo ordine al computer. > Un fascio di energia attraversò i panelli della stanza. Hiromi premette un pulsante sui propri indumenti e lentamente cominciò a scendere verso il pavimento della stanza, attratto dal campo magnetico artificiale, fino ad attaccarsi saldamente alla superficie con i piedi. Il samurai premette un grande pannello della stanza sferica e questo si aprì. L'apertura conduceva fuori dalla stanza olografica dove si snodavano i lunghi corridoi della stazione. Il samurai prese il suo kimono e uscì. Hiromi camminava con passo lento e assorto da profondi pensieri mentre percorreva i lunghi e luminosi corridoi dalla stazione spaziale. La struttura modulare era caratteristica della parte centrale della E.S.S I moduli erano trasparenti in molti punti poiché dotati di pannelli metallici speciali. In modo che i viaggiatori, e i turisti potessero godersi l'incantevole vista che da una parte dava allo spazio esterno stellato, dall'altra permetteva di ammirare la Terra, in tutta la sua bellezza. Si poteva notare, inoltre, scorrendo con lo sguardo tutto l'orizzonte visuale, la moltitudine di moduli che costituiva la parte centrale della stazione che erano disposti ed assemblati in ogni direzione, in modo da formare una fitto ma ordinato intreccio. In questa sezione centrale erano presenti una serie di turbo ascensori a levitazione magnetica che trasportavano velocemente i viaggiatori verso i vari cancelli di imbarco navette o verso le sezioni circolari abitative esterne. Proprio verso uno dei turbo ascensori e successivamente al suo alloggio nella sezione del Sol Levante che Hiromi era diretto in quel momento. Mentre comminava, il samurai continuava la propria riflessione riguardo la missione assegnatagli. La nostra sonda ha rilevato la presenza di ricognitori automatici CEM sulla posizione dell'oggetto. Forse loro non ci hanno rilevato e non sanno che anche noi stiamo organizzando una missione per impadronirci della nave. L'ordine dice che questo ci darà un grande vantaggio strategico, quando entreremo in azione >>. Hiromi era arrivato a uno dei turbo ascensori diretti alla sezione circolare, così la porta magnetica si aprì ed entrò insieme ad altre persone. Completamente immerso nella sua meditazione il samurai continuava la su riflessione. Cosa possono sapere loro, dell'onore e dell'arte della battaglia, che i samurai dell'ordine padroneggiano? Quando arriverà il momento saranno così ubriachi che non riusciranno neanche a distinguermi e l'unica cosa che sentiranno saranno le loro urla. Non possono neanche lontanamente competere con alcun samurai dell'ordine. La rigida disciplina alla quale ci sottoponiamo fin dalla nascita ci rende la più potente forza dell'universo conosciuto. >> Il turbo ascensore dopo alcune fermate arrivò alla sezione del Sol levante in una delle due ruote esterne, così l'uomo abbandonò il trasporto e si diresse verso il suo alloggiò. Tutte le principali fazioni politiche esistenti sulla Terra possedevano una propria sezione sulla E.S.S, che erano state costruite tendo conto degli elementi culturali che le contraddistinguono; nella sezione del Sol Levante, queste particolarità, erano ben visibili. Spadroneggiavano ologrammi ed insegne in lingua giapponese, inoltre erano ben visibili una moltitudine di ristoranti di sushi in cui erano seduti molte persone di etnia asiatica ma anche molti turisti di diversa provenienza. La struttura dei locali e gli arredamenti, per quanto erano contraddistinti da elementi visibilmente tecnologicamente avanzati, ricordavano, in sostanza, quelli del Giappone antico. Non era, inoltre, difficile trovare giardini zen e simboli buddisti, se cercavi bene tra i livelli e corridoi dei moduli della zona. Hiromi aveva raggiunto il suo alloggio. Appoggiò una mano su un apposito dispositivo per la lettura delle impronte digitali di fianco all'ingresso, così dopo una rapida scansione, la serratura scattò e la porta si aprì. L'interno dell'alloggio era semplice ma confortevole, spiccavano elementi di arredamento e architetture vistosamente orientali. Appena mise piede nell'alloggio una ragazza dai lineamenti asiatici, vestita e truccata nella maniera tradizionale giapponese, lo salutò con un profondo inchino. La ragazza era, in realtà, un androide antropomorfo adibito alle funzioni di geisha. In alcuni punti vicino al collo e ai gomiti della donna, spuntavano e spiccavano parti metalliche e sensori. Il samurai fece un cenno con la testa e lei si congedò, disponendosi in un angolo e sedendo sulle ginocchia. Hiromi si sedette al centro della stanza sul pavimento tenendo le gambe incrociate. La sua concentrazione era massima sulla missione incombente. Giapeto. Là riceverò le ultime direttive prima di essere ibernato sull'astronave che mi porterà a destinazione. Mi risveglierò dopo un viaggio di un anno, poi attenderò il momento più opportuno di entrare in azione. In un paio di giorni avrò sistemato quelli della CEM e sarò già di ritorno verso il nostro avamposto più vicino. Tanto sangue; tanto onore. >> Il samurai chiuse gli occhi e riprese la sua meditazione. Poco lontano, sulla ESS, in una camera dell'hotel Mirage nella sezione della CEM, due uomini giacevano nudi sul pavimento. I due erano Anzor e Nbisi che erano in balia dei postumi della serata precedente dove avevano alzato un po' troppo il gomito e si erano ubriacati. Alle ore 9:00 una voce angelica interruppe il loro sonno. > Nbisi interruppe la sveglia con una vocalizzazione che sembrava più un mugugno. > L'uomo si rivolse all'amico che giaceva nudo sul pavimento dall'altra parte dell'alloggio, arrotolato come uno spiedino in pochi lenzuoli piegati e unti. > Anzor scosse la testa e si mise seduto con il sedere sul pavimento. Porto le mani alla testa, che sentiva come scoppiare e disse. > Voltandosi vide che le androidi prostitute del giorno prima erano in piedi, nude, in un angolo della stanza. Anzor domandò. > L'altro girò la testa, notò le due droidi e rispose. > I due amici risero. I due consideravano quel tipo di risveglio un ottima partenza di giornata. Una delle droidi in quel momento li interruppe dicendo. > Nbisi le guardò stupefatto e disse. > L'uomo si alzò in piedi rapidamente facendo un chiaro gesto di disappunto con il braccio. I due robot, a quel comando si rivestirono, nella più totale indifferenza dei due mercenari che si divertivano a iniziare la giornata con un infinita serie di battute idiote. Dopo che le due droidi se ne andarono, Nbisi commento. >. Anzor si vestì e passo al suo alloggio a prendere le sue cose, ma nel frattempo ingoiò un paio di pasticche per il dopo sbornia dategli dall'amico. Poi uscì dall'alloggio, scese di un livello, e incontrò Nbisi alla reception dell'hotel. Il collega vide che l'amico aveva un volto stanco segnato da profonde occhiaie, così la successiva puntualizzazione gli sorse spontanea. > > rispose Anzor, guardando il volto dell'amico anche esso visibilmente segnato. > concluse Nbisi. Anzor pagò il robot della reception, poi, insieme a Nbisi, si recò al cancello secondario numero quindici dove la navetta per Moon City stava per partire. Le solite piccole noie con quelli dell'ONU all'imbarco ma alla fine presero il loro trasporto senza troppi problemi.
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