Alba La porta sbatte dietro di noi con una violenza che fa tremare le pareti. Il rumore risuona come un colpo di pistola, secco, brutale, definitivo. Tutta la sala, i violini, gli sguardi falsi e i sorrisi zuccherati scompaiono dietro questo battente di legno massiccio. Non siamo più nella luce dorata del ballo. Qui, c'è l'ombra. Il chiuso. Lui. Io. E la rabbia. Sandro cammina come una belva. I suoi passi sono lenti, misurati, ma ogni movimento tradisce una rabbia contenuta. Il suo costume nero, tagliato al millimetro, non riesce a nascondere la tensione che torce i suoi muscoli. Le sue spalle si sollevano ad ogni respiro profondo. Le sue mani… le sue mani tremano appena, ma io le vedo. Vedo tutto. — Una danza, Alba? UNA DANZA CON LUI? La sua voce rimbomba nell'aria come un temporale ch

