Alba Pensavo che la peggiore delle prigioni fosse quella che si vedeva. Le sbarre. Le catene. Le porte chiuse. Ma questa… Quella in cui sono adesso… È fatta di seta. Di champagne. Di sguardi complici. Di lusso programmato. E non sono mai stata così sola. La mattina si alza come un'opera teatrale. Tende automatizzate. Luce soffusa. Caffè preparato all’orario esatto. Tutto è calibrato. Senza anima. Ed è proprio questo che mi fa venire la nausea. Vivo in un ambiente perfetto per foto ufficiali. Ma ogni centimetro quadrato trasuda messa in scena. Perfino l'aria ha un odore di tradimento. L'appartamento è vasto, luminoso, sovrastante la città come un trono. Ma ci vedo solo una gabbia high-tech. Nessun angolo buio. Nessun punto cieco. I specchi sono troppo ben posizionati. L

