Alba Pensavo di conoscere la paura. Quella vera. Quella dei corridoi vuoti della squadra dopo un'operazione fallita. Quella di un battito di cuore di troppo durante un pedinamento. Quella che emerge negli occhi di un uomo che si pensava di amare. Ma quella mattina, non si trattava di paura. Era peggio. Era accettazione. La fredda rassegnazione che si insinua quando si comprende che non si potrà fuggire. Quando si sa, in fondo, che non si desidera neanche più scappare. Scendo. I gradini scricchiolano appena. La casa è immersa in quella luce blu, pallida, malata, poco prima dell'alba. Sandro è già in piedi. Camicia bianca. Mani incrociate dietro la schiena. Sguardo calmo. Troppo calmo. — Parti stasera, dice. Mi fermo di colpo. Non mi guarda neanche. Come se parlasse a qualc

