La trattoria della Regina d’Italia è oltre la metà di Toledo, verso su: è a un primo piano alto, abbastanza alto, quello che si chiama pomposamente primo piano nobile, qui ma l’entrata è da un portoncino, nel vicolo Speranzella, che sale verso i quartieri di Montecalvario, borghesissimi quartieri napoletani. È una trattoria di second’ordine, di molto second’ordine, quasi di terzo: essa è frequentata da studenti, quelli, però, che possono disporre di qualche lira, da impiegati, da viaggiatori di commercio, da provinciali di dimora breve o lunga, qui. Vi si paga una lira e cinquanta la colazione, due lire il pranzo: ma, per quel prezzo, dovuto alla concorrenza, vi si mangia bene, relativamente, con abbondanza, i signori studenti, impiegati, viaggiatori di commercio e provinciali essendo molt

