La foglia di oro «Nizza, venti febbraio… «Il mazzolino di violette di Parma ha descritto una dolce curva ed è venuto a cadere sul mio petto, verso il cuore. L'ho raccolto, fresco, umido, odorosissimo come era e vi ho immerso il viso, un istante: questo è bastato perché la carrozza da cui mi era stato lanciato, la carrozza guarnita di viole cupe, di viole chiare, e di grandi lilium bianchi, eretti sul loro stelo, si allontanasse, nel continuo moto degli equipaggi: questo è bastato perché io avessi scorto solamente una mano femminile, guantata di bianco, uscente da un lieve e bianco mantello, lanciarmi il mazzolino delle violette chiarissime e fragranti, e solamente un fuggevolissimo sguardo di due occhi oscuri come le viole del pensiero, di due occhi fieri e tristi, incontrarsi, unirsi, i

