“Sei comoda?” mi chiede, facendo caso ai miei movimenti sempre più goffi. “Non molto. Le gambe mi si sono addormentate.” Le allungo davanti a me e sposto di fianco il cuscino. Lo stavo stringendo con forza, quasi ne andasse della mia vita. Invece era solo per non… In un attimo di sconcertante chiarezza, comprendo che ciò che le mie dita vorrebbero è volare su di lui e tracciare il profilo del suo volto. Percorrere quella linea dritta del suo naso, far scivolare le dita sulle sue labbra carnose e poi giù, fino al mento. Ma sono altrettanto sicura che non mi fermerei. Andrei più in basso, sul pomo d’Adamo, sulla gola e da lì sonderei la durezza del suo torace… Questa distanza fisica che ho messo tra noi, seppure non sia eccessiva, m'infastidisce da morire. E non ci sono ricordi del passat

