4-AURORA/BLAKE

985 Words
AURORA Bagno nuovamente lo straccio e poi levo via l'acqua in eccesso. Pulisco un altro pezzo di ringhiera, rendendomi conto che ancora ho altri due piani da terminare. Quanto è bello il lunedì! Veramente è routine di ogni giorno... Comunque... Prendo un lungo respiro ritornando al mio lavoro. "Wow...adesso sì che la mia giornata è notevolmente migliorata!!" Mi volto per educazione, ma so già di chi sia questa voce fastidiosa. "Buongiorno anche lei signore.." "Su via... Ti ho già detto di non chiamarmi signore...ho trent'anni mica ottanta! " Non rispondo. Semplicemente non mi va di dargli corda. Non accenna ad andare via, anzi, rimane impalato a fissarmi, a squadrarmi. Ed è una cosa che odio. Lo fa sempre, e le occhiate che mi lancia, non mi piacciono per niente. Mi mettono i brividi. "Dovrei tornare al mio lavoro adesso, mi scusi..."gli dico mantenendo un certo distacco. Gli do le spalle, riprendendo a pulire da dove avevo lasciato. Ma lo sento ugualmente muoversi alle mie spalle. "Perché non usciamo insieme uh? A che ora stacchi? " Stringo lo straccio molto forte mentre riesco a percepire il suo respiro molto vicino... Troppo vicino per i miei gusti. Sta invadendo il mio spazio vitale. E non è una cosa che mi piace. "No, grazie signore, ma non sono interessata. " È la risposta da ormai tipo quattro mesi. "Cambierai idea vedrai.... E allora io e te potremmo divertirci un sacco insieme...non hai nemmeno idea di come potrei farti divertire... "mi risponde prendendo improvvisamente una ciocca dei miei capelli e annusandola. L'ho già detto che è inquietante? Ecco lo è. "Non mi piace divertirmi signore... Ribadisco nuovamente la mia risposta, e ora per favore, mi lasci tornare a lavoro..." Sento il ringhio di disapprovazione dietro di me. "Ma certo... Torna pure a lavoro Cenerentola..." E poi sento il rumore dell'acqua. Mi volto giusto in tempo per vedere il secchio cadere giù per le scale e spargere l'acqua dappertutto. "Ops... pardon. Sono proprio sbadato..." Una rabbia cieca si impossessa di me, facendomi stringere la ringhiera con tutta la forza che ho. "Buona giornata..." Prendo un lungo respiro. Poi un altro ancora. Devo calmarmi. Quell'uomo è uno psicopatico. Un viscido. Ed è un peccato, perché la prima volta che lo vidi scendere le scale, pensai addirittura che fosse un bel ragazzo. Ma bastarono pochi secondi dopo e capii il genere di persona che fosse. E se a questo aggiungiamo il fatto, che è dispettoso... Beh... Il quadro di completa. Non mi abituerò mai alle persone come lui. Vivendo una vita intera lontano da tutto e tutti, non ero preparata a confrontarmi con questo genere di personalità. Anzi, non ero proprio abituata al confronto. Ma da quando sono uscita, e ho preso contatto con il mondo... Beh.. Non è stato sempre facile. E a volte mi sembra pure di sentirla nelle mie orecchie, la voce di suor Candela: "Già immagino tutti gli sguardi degli uomini che attirerai su di te...sei il demonio...una tentazione del diavolo..." E forse, alla fine, anch'io ho finito per credere a questa storia, impegnandomi a provare ad essere invisibile agli occhi del mondo, soprattutto quelli maschili. EMILIANO "Blake" È stato un weekend strano. Lo sguardo, la risata, persino il suono della voce della piccoletta numero 2 mi hanno perseguitato per tutto il tempo. È stato un pensiero fisso, un'ossessione quasi. Tanto da infastidirmi molto la cosa. "Oh Emi... Sei pronto? " Guardo attraverso lo specchio del camerino, Massimo. "Come sempre amico..." Mi sorride. "Bene, perché c'è un mucchio di gente oggi.." Sorrido anch'io. Siamo stati invitati da una radio molto famosa, per cantare live qualche pezzo del nuovo album. E ovviamente, ho, anzi, abbiamo a accettato. In primis, perché le radio sono un ottimo mezzo di promozione, e poi perché mi piace ma morire esibirmi di fronte al mio pubblico. Pubblico, a cui devo ogni cosa.. Diversamente invece, detesto le interviste in radio e in genere non mi piace particolarmente parlare di me. Perché io, sono un tipo da odiare proprio le domande. Mi piace farle, e soddisfare così la mia curiosità, ma odio riceverle. Sono fatto così. Bussano alla porta. "Ragazzi, è ora di andare..." Mi do un'ultima occhiata allo specchio. Mi sento super rilassato dopo aver fumato una canna intera poco fa. Io e Massimo ci avviamo verso il palco dell'auditorium. Sento benissimo da qui, il vociare del casino di gente, venuta ad ascoltarmi. Mi fa sentire orgoglioso questa cosa. Anche se c'è voluto tempo, fatica, e sudore. Oggi sono qui. Siamo qui. E possiamo dire di avercela fatta davvero. Abbiamo sfondato. Ci sistemiamo dietro il palco, preparandoci per entrare in scena. "Bene... Ciao a tutti!!!" Un boato. "Il momento che stavate aspettando è finalmente arrivato. Quindi con immenso piacere... E felice come mai... Facciamolo entrare... L'idolo delle folle, con i suoi testi profondi, e il suo modo unico. Con la sua voce inconfondibile...BLAKE!!!" Le luci si abbassano, la musica parte. Grida su grida emergono. È il mio pubblico, è la mia gente. È il mio cazzo di show. Inizio a cantare con il sorriso sulle labbra. Faccio quello che mi piace. Io vivo per questo cazzo. L'adrenalina nel sangue, mi fa andare su di giri. Inizio a cantare, e la gente mi segue. Ragazzi di tutte le età, anche miei coetanei, sono venuti a vedermi cantare. E di certo non posso e non voglio deluderli. Ma poi vengo attirato inaspettatamente da qualcosa... Da qualcuno. Aurora. I nostri occhi si trovano. Rimango incantato dalla visione angelica davanti a me in prima fila. E cazzo se è bella. Ma è quando mi sorride leggermente che perdo quasi il controllo. Il mio corpo la riconosce per qualche assurdo motivo. Faccio un occhiolino nella sua direzione, anche se non siamo vicinissimi, ma neanche così lontani dopotutto, riesco a vederla...a vederla arrossire... E dentro sorrido. Perché anche se non ne conosco il motivo, credo che questa ragazzina mi farà impazzire.
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