VII.-4

2912 Words

Detto questo, ricadde con la testa appoggiata sulla spalliera, con gli occhi chiusi, di nuovo, con quella contrazione sdegnosa delle labbra, di chi nutre in cuore la collera suprema. Egli taceva: la fronte gli si annuvolava di pensieri. – E che volete fare, Anna? – domandò, uscendo da una lunga concertazione. – Niente – ella mormorò, non aprendo neppure gli occhi. – Niente? – Non vi è più da fare: tutto è finito. Anzi, nulla è mai cominciato – ella soggiunse, gelidamente, rabbrividendo tutta. – Anna, vi assicuro che mi duole di vedervi soffrire... – Grazie: ma che potete farci? La follia è stata mia. Convengo di essere squilibrata, stravagante; lo so. E pago il mio errore così caramente, con una espiazione così dura! Errore mio, errore soltanto. Tutti siete buoni con me, tutti quanti

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