Capitolo 23 L’Isola di Montecristo Finalmente, per una di quelle inattese fortune, che qualche volta giungono a coloro che il destino è stanco di perseguitare, Dantès stava per giungere alla meta con un mezzo semplice e naturale, e mettere piede su quell'isola senza destare sospetto. Una notte lo separava ancora dalla partenza così a lungo desiderata ed attesa. Questa fu una delle notti più febbrili passate da Dantès. Si presentarono alla sua mente tutte le possibilità buone e cattive: se chiudeva gli occhi vedeva la lettera di Guido Spada scritta in caratteri sfolgoranti sul muro. Se dormiva un istante i sogni più strani venivano a tumultuare nel suo cervello: discendeva le grotte che avevano il pavimento di smeraldi, le pareti di rubini, le stalattiti di diamanti; le perle cadevano

