11Arrivai a Rimini tre mesi fa. Il mio intento era scansare tre mesi di clausura presso i Padri Cirilliani di Mestre. Mia mamma era stesa su quel divano, magra come un’anoressica. Almeno, la morfina le stava risparmiando atroci sofferenze. Mi aspettavo di ritrovarla grassoccia, qual era stata sempre. Mamma…, dico al divano vuoto, singhiozzando. Non sapevo che tu avessi… Perché non mi avevi detto nulla? Fino a quando avresti continuato così? Perché, nelle nostre telefonate, simulavi la normalità? Dio santo… Sposto lo sguardo sul televisore in stand-by. Quel giorno, la Mivar era accesa. Pretendesti che ti lasciassi vedere il film. Avvicinai una sedia al divano. Sedetti... Ero sconvolto... «Shhh!», ripetevi. «Stai zitto. Questa è la scena che preferisco». Sfiorai la tua destra

