CAPITOLO XLVII La signora Dashwood non udì senza commozione la rivendicazione del suo ex beniamino. Si rallegrò che fosse riconosciuto innocente di parte della colpa imputatagli; fu addolorata per lui; gli augurò di essere felice: ma i sentimenti di un tempo non potevano essere risuscitati. Nulla poteva restituirlo a Marianne com’era, con la sua fede intatta e il suo carattere senza macchia: nulla poteva cancellare il ricordo di quanto ella aveva sofferto per opera sua, o giustificare la sua condotta verso Eliza. Nulla, perciò, poteva restituirlo alla stima della signora, né danneggiare gli interessi del colonnello Brandon. Se la signora Dashwood avesse udito, come sua figlia, la storia di Willoughby narrata da lui stesso, se fosse stata testimone del suo dolore e sotto l’influenza del s

