5.Mentre barcollava (rollava come una barca tra le onde) e sbirciava (perché i suoi occhi non cadevano mai direttamente su nulla, ma osservava di sbieco per condannare lo sdegno e la rabbia del mondo – era stupida e lo sapeva) aggrappandosi alle ringhiere fin sopra e rotolando di stanza in stanza, lei cantava. Mentre puliva il lungo specchio e guardava sbieca il suo corpo che dondolava, le usciva un suono dalla bocca, qualcosa che vent’anni prima risuonava allegro su un palcoscenico, che forse si cantava e si ballava; ma ora, canticchiato da quella domestica sdentata con la cuffia, era privo significato, era come la voce della stupidità, del buonumore, della caparbietà stessa che risorge sempre, anche calpestata; e mentre così barcollante spolverava e puliva, sembrava dire come tutto fosse

