UN INTRIGO DI CORTE Frattanto le quaranta doppie di Luigi XIII, come tutte le cose di questo mondo, dopo avere avuto un principio, avevano avuto un fine, e dopo questo fine i quattro compagni erano caduti in angustie. Sulle prime Athos aveva sostenuto per qualche tempo l'associazione coi suoi proprii denari, Porthos gli tenne dietro, e mercè una di quelle disperazioni alle quali si erano abituati, egli aveva per quasi quindici giorni ancora sovvenuto ai bisogni di tutti, in fine era arrivata la volta d'Aramis che si era disimpegnato di buona grazia, e che era pervenuto, diceva egli, vendendo qualche libro di filosofia a procurarsi alcune doppie. Allora si ebbe ricorso, come d'ordinario, al sig. de Tréville, che fece qualche anticipazione sul soldo, ma queste anticipazioni non potevano co

