~HUNTER~
Ero arrabbiato e non per il motivo che pensavo. Sheila aveva avuto il coraggio di venire qui e parlare così di fronte a Isabella. Non ero stato io a invitarla a questa cena, il che di per sé era sospetto. Ne aveva sentito parlare ed era venuta qui apposta per creare problemi da sola? Per qualunque motivo, non apprezzavo le sue parole dure e il suo insulto indiretto alla mia nuova moglie. Odiavo il modo in cui il suo volto si è abbattuto nel momento in cui Sheila aveva parlato di Maggie e del nostro passato. Sembrava che Isabella non avesse alcuna possibilità, sembrava che Isabella non fosse altrettanto bella di Maggie...
Questo pensiero mi preoccupava. Non avevo mai definito un'altra donna bella come Maggie prima. Nessuna si è mai paragonata alla sua bellezza e non pensavo che qualcuna l'avrebbe mai fatto in questa vita. Ma come la sorte vuole, le cose cambiano quando meno te lo aspetti. Isabella era entrata nella mia vita come una tempesta, una tempesta per cui non ero preparato, una tempesta che stavo ancora cercando di controllare.
Ma proprio come la natura, non si può controllare una tempesta. Proprio come Isabella stava dimostrando che non potevo controllarla.
Mi strofinai gli occhi e ho cercai di rimanere calmo. Sheila era ancora la zia di Maggie, qualcuno che amava e di cui si prendeva cura. Non volevo mancarle di rispetto nella mia casa. Ma non potevo nemmeno permetterle di mancare di rispetto a Isabella.
La vidi prepararsi per andarsene e feci due passi verso di lei. "Dobbiamo parlare."
I suoi occhi rimasero calmi mentre avvolgeva il suo cappotto attorno al corpo. "Di cosa vuoi parlare?"
Rimani calmo. Avevo bisogno di quel promemoria ogni volta che pensavo all'espressione sul viso di Isabella nel momento in cui aveva menzionato Maggie.
"Non puoi dire le cose che hai detto di fronte a Isabella mai più. Non voglio che la manchi di rispetto nella sua casa."
Sheila sembrava offesa dalle mie parole ma più di questo, sembrava sinceramente sorpresa dalla mia reazione.
"Da quando ricordo, Maggie è stata sempre la tua preoccupazione principale... anche dopo la sua morte. Stavo solo lodando mia nipote morta. In cosa sbaglio?" mi chiese.
"Puoi lodarla senza mancare di rispetto a Isabella." ringhiai. La mia pazienza era appesa ad un filo sottile e stavo cercando di non fare uno spettacolo davanti agli altri ospiti ma stava diventando estremamente difficile farlo.
"Mi dispiace, ma se voglio lodare mia nipote morta, sta a me farlo. Nessuno mi impedirà di farlo. Nemmeno tu, Hunter"
Serrai la mascella. "Fai come ti pare, purché tu non metta più piede nella mia casa."
I suoi occhi si spalancarono e si strinse il petto. "Cosa hai appena detto?"
"Dai su, amico" disse Bruce, interrompendoci. "Che ne dici se facciamo una passeggiata, sembri aver bisogno di riposo."
Respinsi la sua presa sulla mia spalla, ancora molto arrabbiato. "Le fai da accompagnatore tu, io torno in camera mia. Non mi vedrete per il resto della serata."
Allentai la cravatta e corsi su per le scale, dovevo allontanarmi da Sheila prima di impazzire. Avevo troppo a cui pensare al momento. Non riuscivo a capire come il fatto che Sheila avesse parlato di Maggie non fosse ciò che mi aveva infastidito, invece era stato il suo mancato rispetto verso Isabella che mi ha colpito completamente.
Sheila aveva ragione, ho sempre centrato la mia vita intorno a Maggie.
Cosa era cambiato ora?
. . . . . . . . .
~ISABELLA~
Ero esausta. A quanto pare, gli amici di Hunter erano quelli che stanno svegli tutta la notte e fare festa. Per qualche motivo, Hunter sentiva il bisogno di presentarmi a ogni singola persona. Non ne aveva tralasciata nessuna.
Dopo che la zia di Maggie ha fatto un gran casino, il resto della serata fu imbarazzante per me. Ma certe cose non mi andavano giù. C'era qualcosa che tutti mi nascondevano riguardo alla prima moglie di Hunter. All'inizio pensavo che avessero paura di parlare di lei quando Hunter era in giro, ma non sembrava essere il caso.
Quando riuscii a trovare qualcuno disposto a parlare di lei, una certa Ariel, la donna disse delle cose che non mi sarei aspettata. Spiegò che il giorno della morte di Maggie, lei si era comportata in modo molto strano per l'intera giornata. Era come se sapesse che sarebbe morta. La donna sostenne che Maggie lo aspettava, era felice di quel giorno; molto di più rispetto a quando era con Hunter.
Non sapevo se potessi fidarmi di lei però. Ma se qualcosa di tutto ciò era vero, allora perché cavolo sarebbe stata felice di morire? Se fossi stata io, non avrei voluto lasciare Hunter. Se avessi saputo che sarei morta e lo avessi lasciato indietro, sarei impazzita completamente. Non sarei stata felice di una cosa del genere.
Ricordo lo sguardo che la zia mi aveva rivolto prima di andarsene. Non avevo mai incontrato qualcuno che mi avesse guardato con tanto odio, nemmeno l'amante di cui parlava Hunter.
Nonostante tutte queste cose, c'era qualcosa in me che mi spingeva a scoprire di più. Avevo l'impressione di essere nel buio totale su molte cose e desideravo disperatamente scoprire quali fossero. Ma allo stesso tempo, più venivo a conoscenza del passato di Hunter, più desideravo che mi desse la stessa possibilità che aveva dato a Maggie.
Sentii i miei pensieri lasciare il mio corpo nel momento in cui Hunter entrò nella stanza. Non mi stava guardando, ma io non riuscivo a staccare lo sguardo da lui. Non sapevo perché avesse fermato la zia di Maggie dal parlare oggi. Trovavo difficile credere che fosse stato a causa mia, aveva più senso che non volesse sentire parlare di Maggie per paura di ricordare i loro momenti insieme.
Adesso sembrava molto più teso di prima e questo voleva dire qualcosa. Avevo fatto un buon lavoro nel frustrarlo prima ma questa non era colpa mia.
All'improvviso iniziò a sbottonarsi la camicia, come se fossi invisibile nella stanza insieme lui. Avrei voluto dire qualcosa ma il mio sguardo si paralizzò e così anche la mia capacità di parlare. Sentii un impulso acuto colpire il mio corpo e dovetti stringere le gambe per resistere. A mia sorpresa, le spalle di Hunter si tesero ancora di più. Era quasi come se potesse percepire il mio bisogno di lui a distanza.
Ma a mia sorpresa continuò a togliersi la camicia dal corpo e lasciandola cadere a terra. Trattenni il respiro mentre prendeva un asciugamano dall'attaccapanni e entrava in bagno. Cercai di calmare il mio cuore accelerato così come i miei ormoni in tumulto mentre sentivo accendere doccia. Immagini dell'acqua che cadeva sui suoi capelli neri e corti e che scivolava giù sul suo petto umido mi balenarono nella mente.
Seppellii il viso nel cuscino e mi morsi le labbra frustrata. Non riuscivo a ricordare di essere mai stata in questo stato ma per qualche motivo Hunter aveva la capacità di far passare il mio corpo da calmo a completamente eccitato in un attimo.
Sollevai la testa quando sentii aprire la porta e trattenni il respiro quando uscii con un asciugamano avvolto attorno alla vita, bagnato dalla testa ai piedi.
Finalmente alzò lo sguardo e guardò dritto davanti a sé. Ingoiai mentre i nostri sguardi si incrociavano. I suoi occhi esaminarono il mio corpo dalla testa ai piedi e lo sguardo di confusione e dolore affiorò. Sembrava che mi stesse toccando senza mettere effettivamente la mano sul mio corpo. Strinsi le lenzuola sotto di me e mi ci aggrappai con tutte le mie forze.
Aveva un tic alla mascella prominente che non faceva nulla per calmare i miei nervi.
E poi iniziò a muoversi, camminando verso di me. Il mio cuore accelerava ad ogni passo che faceva verso di me.
Oh Dio, cosa stava progettando di fare?