CAPITOLO XXXII Commozione in corsia Carissimi zia Polly e zio Tom, non è un sogno, ma posso... posso... posso camminare! È accaduto oggi: sono andata dal letto alla finestra! In tutto sei passi! Ma che meraviglia essere di nuovo sulle proprie gambe! Tutti i medici mi stavano intorno e sorridevano, e le infermiere, dietro di loro, piangevano. Una signora della stanza accanto che aveva camminato per la prima volta la settimana scorsa, era lì anche lei, e un’altra che spera di poter fare i primi passi il mese prossimo è stata portata sul letto accanto al mio e batteva le mani dalla gioia. Persino Tilly, che lava i pavimenti, si è fermata a guardare attraverso la porta a vetri e mi ha chiamata “piccolo angelo”. Non capisco, però, perché piangessero. Io avrei voluto cantare, gridare, urla
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