CAPITOLO SETTE In una camera ottagonale di pietra al piano più alto della Sala dei Numeratori, il capo delle spie del Gerarca era perso nei suoi pensieri. I suoi occhi profondi erano fissi ma ciechi su una lunga lista di nomi sulla scrivania. Alcuni erano stati già cancellati, altri erano stati interrogati e trovati innocenti oppure, in alcuni casi, colpevoli di tradimento. Altri portavano delle annotazioni scritte dalla mano simile a un ragno di Araxa, in gran parte basate sulle dicerie che aveva carpito dal primo gruppo di nomi. Sapeva da un po’ di tempo dei Seguaci, ma non aveva mai pensato che fossero una reale minaccia. Dopotutto, esistevano dalla guerra, duecento anni prima, e non avevano mai fatto altro che mormorare e agitarsi. Il suo giudizio era cambiato con il furto del Sacr

