CAPITOLO SEI Mi presi la mia vendetta trascinando Darius dal parruccaio egiziano più tardi, quello stesso pomeriggio. Si chiamava Hammu e, una volta che gli avemmo detto di essere amici di Arshad Nabu-zar-adan, batté le mani e promise di farci lo sconto riservato ai cugini, che immaginai volesse significare che ci avrebbe derubati solo per metà. Tra le coppe di vino, gli raccontai che mi era capitato uno spiacevole incidente mentre stavo cuocendo dei dolciumi e che i miei capelli avevano preso fuoco. Erano diventati una tale rovina carbonizzata che mio fratello e io avevamo deciso semplicemente di tagliarli tutti e di farli ricrescere, ma non riuscivo a tollerare il pensiero di andarmene in giro così fino a quando non lo avessero fatto. Hammu comprendeva perfettamente e ci assicurò

