CAPITOLO DICIOTTO “Com’è andata la prima dormita nella capsula?” Oliver sbatté le palpebre confuso. Sollevò lo sguardo e vide il volto di Ichiro, il ragazzo che solo pochi istanti prima – o almeno così gli sembrava – aveva spinto Oliver nella capsula del sonno in cui si trovava ancora sdraiato. Dietro Ichiro il cielo non era più una coltre nera luccicante di stelle, ma si poteva intravedere la calda luce del giorno, come se fosse una mattina di inizio primavera. Sorpreso, Oliver si mise a sedere e si strofinò gli occhi. Si sentiva disorientato e velocemente si tolse i dischetti adesivi dal corpo. “È mattina? Ma pare che non sia passato neanche un briciolo di tempo.” Ichiro ridacchiò. “Non ci sono giorno o notte qui. È tutto artificiale, tutto manipolato. Ma se ti fa sentire meglio, all

