20. Stavo parlando in silenzio con il cinese sopra il quadro, chiedendo a lui lumi sulla faccenda, ma sinceramente mi era difficile comprendere le sue risposte. Non parlavo cinese. Così, interpretavo, come più mi piaceva. Quando uno è ignorante su qualcosa può permettersi di fantasticare. Fantasticai ancora per poco. Dalia mi disse che al nuovo numero di cellulare che avevo registrato per l’occasione sotto falso nome Michele Astolfi mi aveva chiamato niente po’ po’ di meno che Gian Maria Ghigo, il presidente supremo della Cre.Na.Ge. Lo avevano descritto come un uomo dalla figura distinta, dall’aspetto pio e devoto, un clericale iscritto alla Chiesa del credito. Quasi sempre vestito di grigio in giacca e cravatta. Unico vezzo, un tablet che portava sempre con sé. Dalia mi riferì che

