- Lui! lui! - disse con voce sommessa, ma solenne: - come lo vedessi vivo! Ho udito ripetere un noto e caro nome, e m’è tornato alla mente un passato irrevocabile... Il principe Myskin? - Per l’appunto. - Il generale Ivolgin, in riposo e disgraziato. Il vostro nome e la paternità, se è lecito. - Lev Nikolàevic. - Sì, sì! Figlio del mio amico e, posso dire, mio compagno d’infanzia Nikolàj Petrovic? - Mio padre si chiamava Nikolàj L’vovic. - L’vovic, - disse il generale correggendosi, ma senza fretta, con perfetta sicurezza, come se non l’avesse punto dimenticato e avesse errato solo per una svista. Sedette e, prendendo anche lui il principe per la mano, se lo fece sedere accanto. - Io vi ho portato in braccio. - Davvero? - domandò il principe. - Son già vent’anni che mio padre è mort

