Capitolo Ventotto Distolgo rapidamente lo sguardo. Magari, non mi ha notata? Oppure mi ha notata, ma non mi ha riconosciuta, nelle vesti di Gia? La possibilità c’è, ma è scarsa, se mi aveva vista conciata così in ufficio. Il mio telefono suona. Lo controllo istintivamente. È un messaggio di Lucifero Satana: Sei proprio tu? Sono un’idiota! Ho appena guardato il cellulare, confermando i suoi sospetti. Lancio un’occhiata impanicata verso di lui. Sì. Sta venendo da questa parte. Ci sono così tanti problemi in questa situazione, ma il più grande è l’inganno di Gia (e questo, a differenza della mia dignità, è qualcosa che posso ancora proteggere). Sorridendo come una svitata, lo saluto con la mano. “Alex! Sono io, Gia. Da questa parte.” Aggrottando la fronte, lui affretta il passo.

