Capitolo XXVI In questo periodo, cioè nei mesi di novembre e di dicembre, aspettavo il raccolto dell'orzo e del riso. L'appezzamento che avevo coltivato e zappato all'uopo non era molto vasto, perché, come ho già osservato, il seme di cui disponevo non superava l'ottavo di staio per ciascuna delle due specie. Infatti avevo perduto un intero raccolto per aver seminato nella stagione asciutta. Ma ora il raccolto prometteva molto bene, quando all'improvviso mi resi conto che rischiavo di perderlo tutto una seconda volta, ad opera di nemici di varia specie che stentavo non poco a tener lontani dal campo: si trattava in primo luogo delle capre, e poi di quegli animali selvatici che ho designato come lepri, le quali, dopo aver assaggiato e gradito i primi teneri germogli, se ne stavano sul pos

