«È un autore profondamente immorale,» disse Julien alla signora Valenod. «In una favola su Messer Jean Chouart osa coprire di ridicolo le cose più sacre. Tutti i migliori commentatori lo biasimano vivamente.» Prima di andarsene, Julien ricevette quattro o cinque inviti a pranzo. «Quel giovane fa onore al dipartimento,» gridavano in coro i convitati, tutti allegri. Giunsero perfino a parlare di un assegno, votato sui fondi comunali, per fargli continuare gli studi a Parigi. Mentre quell'idea imprudente risonava nella sala da pranzo, Julien aveva raggiunto rapidamente la porta «Canaglie! Canaglie!» esclamò tre o quattro volte sottovoce, abbandonandosi al piacere di respirare l'aria fresca. In quel momento si scopriva totalmente aristocratico, lui che per lungo tempo era stato così urtato

