La stanza gialla – C’è nessuno? – Pace aveva bussato senza ricevere risposta. Forse Ersilia si era sbagliata e Vera Banti non lo aspettava in quella stanza, o forse la vecchia era un po’ sorda. Pace aprì la porta. – C’è nessuno? – ripeté. Non fece in tempo a schivarsi, sentì un sibilo e l’oggetto lo colpì direttamente in testa. Pace per un istante rimase stordito. Non sentiva dolore, portò una mano tra i capelli senza conseguenze. Guardò a terra cercando ciò che l’aveva colpito e vide un libro giallo. – Dio mio! Le ho fatto male? – No, sto benissimo. – Sono imperdonabile, ma non era diretto a lei, è con quel libro che ce l’ho. È talmente noioso che mi ha fatto perdere la pazienza. Entri, la prego. – La voce era roca e nello stesso tempo di un tono troppo alto. Pace chiuse la porta, ra

