Epilogo – Ombre nella luce

281 Words
L’articolo di Vincenzo uscì su una delle riviste più lette del Paese. Non era solo cronaca nera: era un racconto, intrecciato di fotografie in bianco e nero così potenti da sembrare vive. Raccontava la verità che per anni il paese aveva nascosto — il destino della ragazza dai capelli neri, l’innocenza di Massimo, la colpa di chi aveva acceso quel fuoco. Il servizio fece scalpore. Il colpevole, costretto dall’ondata di attenzione e dalle prove, fu chiamato a rispondere pubblicamente. Vincenzo ricevette premi, interviste, proposte di lavoro. Ma nulla di tutto ciò brillava quanto l’immagine che custodiva gelosamente in una scatola, lontano da occhi estranei: l’ultima fotografia. Quella in cui Massimo, alle sue spalle, guardava finalmente in avanti, non più legato all’ombra della casa sulla collina. Era passato quasi un anno. Quella mattina d’autunno, l’aria era limpida e il sole filtrava tra i rami, disegnando giochi di luce sulla scrivania. Vincenzo stava archiviando nuovi scatti quando un refolo d’aria attraversò la stanza, sfiorandogli la nuca. Era una corrente calda, inspiegabile in quella stagione. Si voltò verso la finestra: chiusa. Sul monitor, l’immagine che stava osservando tremolò per un istante, come se il file digitale avesse subito un’interferenza. E per una frazione di secondo — troppo breve per essere sicuro — gli parve di vedere una figura familiare riflessa nel vetro, un sorriso appena accennato. Non provò paura. Solo una strana, sottile pace. E il pensiero che, forse, Massimo non se ne fosse mai davvero andato. Vincenzo tornò al lavoro, il rumore regolare della tastiera a riempire la stanza. E quando la luce cambiò, proiettando un’ombra lunga alle sue spalle senza che ci fosse nessuno in piedi lì… scelse di non voltarsi. FINE
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