CAPITOLO XXXII Continuai attiva e fiduciosa il mio lavoro alla scuola del villaggio. All'inizio fu davvero una dura fatica, e ci volle del tempo e ogni mio sforzo per riuscire a capire il carattere delle mie scolare. Del tutto ignoranti, con le menti intorpidite, mi sembravano senza speranza; e, a prima vista, tutte egualmente stupide; ma mi accorsi presto di essermi sbagliata. Esistevano fra loro le stesse differenze che ci sono fra le persone colte, e quando cominciammo a conoscerci reciprocamente, queste differenze si manifestarono molto in fretta. Superato il primo sbigottimento per il linguaggio, la disciplina, per i metodi d'insegnamento, vidi alcune di queste campagnole tarde e imbambolate svegliarsi e sveltirsi rapidamente. Molte si mostrarono riconoscenti e perfino disinvolte; ed

