Quante volte Oroboni m'aveva detto, guardando dalla finestra il cimitero: “Bisogna ch'io m'avvezzi all'idea d'andare a marcire là entro: eppur confesso che quest'idea mi fa ribrezzo. Mi pare che non si debba star così bene sepolto in questi paesi come nella nostra cara penisola.” Poi ridea e sclamava: “Fanciullaggini! Quando un vestito è logoro e bisogna deporlo, che importa dovunque sia gettato?” Altre volte diceva: “Mi vado preparando alla morte, ma mi sarei rassegnato più volentieri ad una condizione: rientrare appena nel tetto paterno, abbracciare le ginocchia di mio padre, intendere una parola di benedizione, e morire!” Sospirava e soggiungeva: “Se questo calice non può allontanarsi, o mio Dio, sia fatta la tua volontà!” E l'ultima mattina della sua vita disse ancora, baciando u n

