- Ma perché, ma perché? - si chiedeva ella, nella desolazione di tanta sconfitta. Non sapeva. Tutto ciò era così contrario alla legge dell'amore e della vita, era così contrario a ogni idea di rettitudine e di morale, era tale un crollo d'ogni santo principio di equità, che ella non sapeva. Ella vedeva soltanto il fatto, lucido, crudele, inesorabile, attraverso gli anni, le persone, le passioni: la disfatta, sempre la disfatta per lei, che amava, che si dava, che chiedeva solo l'amore. E sulla loggia di Sorrento, quando Cesare le aveva detto la parola della felicità, non era stato quello suo un miserabile e vigliacco trionfo, una vittoria pagata a prezzo delle più sublimi rinunzie? E a che serviva cercare le cause dell'irreparabile fatto? Era così schiacciante nella sua monotonia questo f

