— Povera povera piccola! E già quella compassione indefinita pesava al suo orgoglio selvaggio. S'era appena allentato il nodo, e già si restringeva, si raddoppiava, ridiveniva durissimo. «Mi compiangi? per quale cagione? Sai tu forse di che io soffra? Non sai nulla, né quel che ho fatto né quel che farò. Mi compiangi perché mi schiacci, perché mi vinci, perché m'impedisci di vivere? Vedrai, vedrai». Nell'inferno del ferro e del fuoco le sirene ululavano come per le sere di nebbia in vicinanza dei porti irraggiati dai fari e appestati dal lezzo delle sentine. L'acredine era irrespirabile. — Vana, Vana, coraggio! Siamo in città, finalmente! Ti veglierò, ti addormenterò. Le sirene tacevano. Squillavano le trombe. Una fanfara guerresca traversava le vie ondeggianti di bandiere, folte di po

