Chapter 8

756 Words
Italia, Roma – Lunedì 23 maggio 2011. “Studio Medico Associato De Angeli e Fiorilli” La settimana stava cominciando sotto buoni auspici: Elisangela aveva ricevuto un’importante comunicazione telepatica dal Cielo. Pietro, vestito del saio francescano di Fra Giacomo sarebbe sceso sulla Terra accompagnando il Professor Giambattista Battistini per presentarlo a lei sia a Raffaele, suo marito. Mentre pensava a questo fatto, udì la cicalina del videocitofono. Controllando sul monitor, constatò che un frate dalla fluente barba bianca era giunto innanzi al portone della palazzina: era in compagnia di un bell’uomo di circa quarantacinque anni. Diede il consenso automatico d’apertura e si avviò al portoncino dello studio, per riceverli. «Pace e bene, il Signore sia con te sorella» disse, entrando, il frate. «Il Signore sia con noi, fratello» rispose al mistico saluto Elisangela. «Ti presento la persona che ti avevo preannunciato: il Professor Gianni Battistini...» aggiunse sottovoce, Pietro, chiudendosi il portoncino dello studio medico dietro la schiena ma poi proseguì: «…siete colleghi, anche se con specializzazioni differenti: lui è un ricercatore.» Subito dopo quella presentazione formale, le venne spontaneo abbracciare l’amico che si celava sotto la tonaca del buon frate e che non vedeva da più di un anno. Anche Pietro rispose all’abbraccio con calore paterno anche se, come al solito, era un poco imbarazzato: non si era mai abituato agli slanci di Elisangela né al modo affettuoso con il quale, la donna, si lasciava andare. Elisangela stava osservando il nuovo arrivato: in lui non c’era nulla che ricordasse l’Attilio Sannito che era stato suo paziente e, probabilmente, il Professor Battistini non ricordava nulla della precedente vita terrena. «Tutto come da copione: esattamente com’è accaduto a me!» le venne spontaneo pensare. «Penso proprio di sì, cara collega!» le rispose, telepaticamente, il Professor Battistini dopo aver letto il suo pensiero. Ma poi, sorridendo aggiunse parlando con voce propria: «…diamoci del “tu” e chiamami per nome, avremo molte cose da dirci nei prossimi giorni ed ho bisogno del tuo aiuto, mia cara Elisangela.» «Oh…non sapevo! Scusami, dovevo immaginarlo che sapessi leggermi nella mente.» farfugliò lei. «Non ti preoccupare! Ho letto anche che sono stato un tuo paziente. Intendo, ora, essere tuo allievo» replicò simpaticamente con molto garbo. «Non saprei…beh sì! Forse qualcosa potrei fare, ma ora su due piedi non so come» rispose ancora confusa da quella strana situazione che si era venuta a creare. «Calma, calma… figlioli: una cosa per volta!» Intervenne Fra Giacomo, nella sua veste ufficiale. «Hai un bel dire, mio caro Fra Giacomo. Prova a metterti al mio posto: mi piombi qui con un angelo in missione, se ho ben capito, e non so null’altro di quanto è stato deciso Lassù» si lamentò Elisangela, frastornata più che mai. «Elisangela ha perfettamente ragione! Perché non spieghi, anche a lei lo scopo della missione?» propose Gianni al frate. «Scusate, ci stavo arrivando…» si giustificò Pietro e poi aggiunse: «…è il solito problema: Gino è in pericolo nuovamente. Il Principe Infernale rivuole la sua anima» spiegò, dimenticando che quel nuovo nome non era ancora conosciuto da Elisangela. «Gino! Gino chi? Non conosco questa persona» replicò, ancora più confusa la donna. «Perdona! È vero, non lo conosci con questo nome. Si tratta di Gano Garagnone che ha cambiato identità in Gino Gargano. Tuttavia, ciò non serve a sottrarlo alle mire di Lucifero.» «Lui è al corrente del rinnovato pericolo?» chiese Elisangela, preoccupata per le sorti di Gino. «Ancora non sa nulla. Pensavo che se tu potessi organizzare un incontro, potremmo spiegargli, meglio la situazione» precisò il frate. «Chi altri saranno della partita, questa volta?» chiese Elisangela. «Tutti quelli della volta scorsa eccetto Heloísa e me che verrò sostituito dal qui presente Gianni.» Disse Pietro con un poco di mestizia. «Perché tu no?» chiese di rimando Elisangela. «Così ha voluto il Capo: dice che gli servo Lassù» concluse Fra Giacomo. «Sia fatta la Sua volontà! Mi darò da fare per organizzare una rimpatriata con una cena al ristorante dei “Quattro Satiri in Padella” ma penso di non poter contare sulla presenza di Learco: si trova a Campinas, in Brasile.» «Non ti preoccupare per lui! Di quello che faremo e diremo ne sarà a conoscenza: non ricordi che sta scrivendo di noi?» le ricordò Fra Giacomo con fare divertito per quella dualità dello scrittore. Con queste parole si concluse il loro primo incontro, ma altri ce ne sarebbero stati: Pietro intendeva dilungarsi per stare il più possibile sulla Terra. Il Signore dell’Universo gli aveva raccomandato di tornare, ma non gli aveva detto quando avrebbe dovuto farlo.
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