intorno. Cercavo di capire se ero stata fortunata, se potevo incontrare qualcuno, ma il tempo passava, io continuavo a lavorare e non trovavo nessuno. Finché un giorno non notai una somiglianza tra un partigiano che avevo visto combattere e una mia giovane compagna di lavoro. Avevano dei lineamenti simili e un neo uguale e nella stessa posizione del viso. Dovevano essere o cugini primi o fratelli. Dovevo cercare di farmela amica e mi impegnai in tal senso, ma non dovevo tradirmi perché tutti sapevano che ero l’ultima veneta entrata in ditta, un po’ timida e che scomparivo la sera per andare a dormire chissà dove e ricompariv

