Sabato, 31 maggio John si mise al volante che erano appena passate le otto. Inutile dire che dopo l’episodio di quella notte, nessuno dei due era riuscito a dormire. Anna era pensierosa e chiusa in un mutismo esasperante. Il cronista le prese una mano. «Ascolta» le disse «mi dispiace per ieri. Ero nervoso, ma non credi sia infantile tirarla tanto per le lunghe? Mettiamoci una pietra sopra e facciamo finta che non sia successo niente.» «Non è solo per ieri» rispose la donna. «Il fatto è che sei cambiato e non so se questo nuovo “tu” sia migliore di quello che conoscevo.» «Credevo che il nostro fosse un rapporto collaudato, ma vedo che mi sbagliavo.» Anna lo fulminò con gli occhi. «Hai sempre dato tutto per scontato» affermò. «Inutile farmi un complimento, inutile portarmi un fiore, i

