24Il giorno si spogliava dei panni notturni sempre più in ritardo, i merli non sottolineavano più il prodigio della luce in arrivo. Quella mattina un chilometrico strato di nubi rovesciava liquidi su una umanità che trovava ingiusto e crudele abbandonare la tana. Iano pensò di adeguarsi e si girò dall’altro lato, voleva concedersi qualche ora di sonno in più, ho due giorni liberi. La gente del casale invece, quella parte che dormiva a pianterreno, adeguava i ritmi veglia– sonno con quelli dell’alba– tramonto. Il fermento attutito delle attività che provenivano dal basso erano segnali così consueti e familiari, così legati all’imminente volo delle coperte e del contatto dei piedi a terra, che più che facilitare il sonno essi reclamavano una immediata messa in moto, ma non potevano stars

