capitolo 4 Il cancello iniziò a muoversi lentamente, pensavo: “Che figata.” Guidai lungo il vialetto di quella che sembrava essere una casa che solo chi avesse vinto alla lotteria poteva permettersi. Ero davvero senza parole. Mi dissi: “Beh, hanno fatto bene.” Avrei fatto la stessa cosa, fossi stato nei loro panni. Continuavo a pensare a quanto poco ci avessero messo a trovare un nuovo appartamento e trasferirisi. Il vialetto girava attorno la facciata principale della casa, sembrava quasi che ci fosse un parcheggiatore in una casa privata. Arrivai di fronte alla casa, e riconobbi la guardia del corpo che avevo già visto il giorno precedente al porto. Sembrava all’erta, e teneva sotto controllo ogni mio movimento fino a quando la macchina non si fermò davanti alla casa. Tirai fuori il m

