VI. EFFETTO DI NEVE I comici, non è difficile immaginarselo, eran molto contenti della loro dimora al castello di Bruyères. Simili bazze non capitavano spesso nella loro vita di nomadi; il Tiranno aveva fatte le parti; e ognuno titillava amorosamente con le dita alcune pistole in fondo alle tasche quasi sempre al verde. Zerbina, raggiando di gioia intima e misteriosa, accettava di buon grado le punture dei compagni sulla potenza dei suoi vezzi; trionfava, e la Serafina si rodeva. Solo Leandro, ancora ammaccato dalle bastonate notturne, non sembrava partecipare alla gaiezza degli altri, benché cercasse di sorridere; ma era un riso verde, che gli moveva appena le labbra. Le sue mosse erano impacciate, e gli sbalzi della vettura gli strappavano a tratti smorfie eloquenti. Quando credeva di n

